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Media


Jul
31

Coucher de soleil, Beyrouth




Jul
31

Diversidad




Un bel exemple de dialogue interculturel européen, en musique.



Jul
31

Un nouvel été pour le Liban ?


 

Deux ans après la guerre qui a durement touché la capitale et le sud du pays, le Liban semble renaître. Oubliés les violents affrontements intercommunautaires du mois de mai dernier entre milices sunnites et chiites (qui ont fait plusieurs dizaines de morts), oublié le blocage politique qui a vu l’élection présidentielle repoussée une vingtaine de fois : aujourd’hui l’heure est à la réconciliation. Et Beyrouth, capitale cosmopolite et multiculturelle, renaît, une nouvelle fois.

Le tournant majeur a eu lieu le 25 mai dernier, quand, suite à la conférence pour le dialogue interlibanais qui s’est déroulée au Qatar et à l’accord de Doha qui y a été conclu, le Liban a élu un nouveau président, Michel Sleimane, ancien commandant en chef de l’armée. Son élection a été vécue comme un véritable soulagement par le peuple libanais qui s’est de nouveau rassemblé, derrière son président.

Depuis, c’est l’effervescence à Beyrouth, alors déclarée « centre des stars » le temps d’une semaine de concerts en plein air. Bars et restaurants du centre ville ont rouvert et c’est désormais l’affluence, ce qui ravit bien évidemment les nombreux gérants de cafés qui travaillent de nouveau après 18 mois de fermeture. Ainsi Hossein Massoud, heureux propriétaire d’un café situé en plein coeur de Beyrouth, affirme que pour lui ce 25 mai représente « la plus belle journée de [s]a vie ! ».

Ce déblocage politique est donc venu à point nommé pour relancer la saison estivale et les touristes, en majorité originaires des pays du Golfe, répondent de nouveau présent (la fréquentation touristique a ainsi augmenté de 97.5% entre juin 2007 et juin 2008). Même les libanais de l’étranger reviennent en masse au pays pour y passer l’été ; par conséquent « tous les vols vers le Liban affichent complets», affirme-t-on à la compagnie aérienne nationale, Middle East Airlines.

Autre signe de ce renouveau, la saison culturelle estivale qui s’annonce riche en événements. Ainsi les célèbres festivals de Beiteddine, de Baalbek et de Byblos ont repris après deux années d’interruption et le mensuel culturel Time Out Beirut (publié en anglais) paraît de nouveau.

Oui mais… mais tout n’est pas si rose au pays du Cèdre. La formation d’un gouvernement d’union nationale a été une véritable épreuve du combattant et a pris du temps, du fait notamment du problème de la répartition des postes entre majorité (menée par le Courant du Futur sunnite de Saad Hariri) et opposition (dont font partie le Hezbollah et Amal, deux courants chiites). Par ailleurs, la situation actuelle reste tendue, comme l’attestent les récents affrontements de la mi-juillet qui ont eu lieu dans le nord du pays, à Tripoli, et qui ont fait une dizaine de morts.

Le Liban est ainsi : du jour au lendemain, la situation peut empirer jusqu’à mener quasiment à une guerre civile, ou bien s’améliorer d’un coup de baguette magique, comme si la veille, rien ne s’était réellement passé. Espérons alors pour ce beau pays que l’été 2008 sera celui du renouveau. Ce qui est certain c’est que le peuple libanais a cette capacité à ne jamais se laisser abattre, à toujours rebondir. Comme si chaque jour annonçait un nouveau départ. Comme si le soleil qui se lève chaque matin sur Beyrouth était synonyme de renaissance…

                                                                               Charlotte Kerihuel

 

 



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Il corpo dell'attore.
[07/08/08]

Fabio Tolledi e gli attori/ricercatori di Astragali hanno consentito a noi giornalisti di assistere come osservatori esterni ad una sessione del loro lavoro. Ci accomodiamo, seduti attorno ad un tavolo in un angolo dell'ampia sala dove ha luogo il training e, silenziosamente, osserviamo.

Diciotto corpi in posizione eretta, disposti ordinatamente sul grande palco in legno, iniziano il loro lento e cadenzato lavoro di preparazione alla pratica teatrale. Si tratta, ci spiegherà successivamente Fabio Tolledi, di un percorso sul corpo dell'attore costruito dal sincretismo di discipline provenienti da differenti culture del mondo. 

Ogni movimento è eseguito all'unisono da tutti gli attori. Ognuno ha lo  sguardo fisso davanti a sé e segue con accuratezza ed estrema attenzione il ritmo collettivo cadenzato dal respiro e dal caldo cigolìo delle tavole di legno sul pavimento. Coordinamento, equilibrio, risveglio muscolare. Concentrazione. Contatto con il respiro e ascolto. I corpi vibranti, la tenace resistenza, l'esatta ripetizione di movimenti e sequenze rimandano a qualcosa di profondamente simbolico  ed antico: la ricerca del corpo e sul corpo attraverso percorsi dell'interiorità tracciati da Gurjeff e rielaborati da Grotowsky nel suo lavoro di ricerca teatrale. Obiettivo di queste pratiche: raggiungere stati alterati di coscienza a partire dal lavoro su tre livelli corporei (testa, arti superiori, arti inferiori).  Il corpo dell'attore è il cuore pulsante della pratica teatrale, è il luogo dove accade realmente l'esperienza che si intende rappresentare e trasmettere. Nella ricerca avviata da Grotowsky, tra i principali maestri di riferimento nel lavoro teatrale della compagnia Astragali, il corpo dell'attore diviene un corpo EXTRA-ordinario che si sottrae alle consuete leggi della fisica, secondo le quali il mantenimento dell'ordine è garantito dal minor dispendio di energia: sul palcoscenico l'attore attinge ad energie ancestrali, di cui diviene consapevole grazie ad un attento e costante training psico-fisico finalizzato ad un utilizzo misurato e attento di tali risorse altrimenti inaccessibili.

Le tecniche, eseguite per ore con perfetta sincronia, integrano esercizi di respirazione  con movimenti che derivano dalle pratiche di preparazione legate alle arti marziali orientali. La fisicità e l'energia dei corpi tesi, sudati sprigionano una straordinaria vitalità espressa con vigore misurato, controllo di forze, sottili equilibri. "Le antiche forme rituali di combattimento fisico  sono  uno strumento privilegiato per lavorare sui vari livelli di conflittualità che accompagnano l'esistenza di individui e società" - spiega il regista. "Il processo creativo, la pratica teatrale che coinvolge l'attore, non può non tener conto degli aspetti di violenza e aggressività che appartengono così profondamente alla natura umana". Canalizzando tale inesauribile fonte di energia attraverso il lavoro calibrato sul corpo e sulla concentrazione mentale, la ricerca teatrale si costruisce quotidianamente attraverso il percorso di crescita e conoscenza interiore degli individui-attori-corpi. 

La pratica teatrale consente di dar voce alla fisicità e alla vibrazione sonora dei corpi. Rompendo gli schemi legati all'abitudinaria ripetizione di azioni e suoni, il lavoro sul corpo induce gli attori a confrontarsi con lo straordinario potere racchiuso nelle parole, considerate come azioni fisiche, non astrazioni concettuali dal significato condiviso in modo solo approssimativo. Il laboratorio sul suono e sul suo antico potere vibratorio è un non-luogo dove coesistono le diverse lingue-madri dei diciotto attori coinvolti nel progetto. Il percorso di ricerca sull'intensità e sulla provenienza dell'onda acustica come onda meccanica, fisica, spersonalizza il verbo svuotandolo di ogni possibile traduzione, oltre ogni processo mentale legato alla pratica linguistica.

Mi chiedo se veramente non sia questa l'unica forma di comunicazione possibile.

 

made by:Catherine Babelmed

Abani Biswas "Focusing on the Human Body"
[03/08/08]

An interview with Abani Biswas.

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Zollino nel Mondo!
[03/08/08]

Vi volevo anche segnalare un sito che vi può interessare...Zollino nel mondo!

http://www.zollinonelmondo.org/

 

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Fabio Tolledi "Migration is our common heritage"
[03/08/08]

Fabio Tolledi "Migration is our common heritage"

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