Fabio Tolledi e gli attori/ricercatori di Astragali hanno consentito a noi giornalisti di assistere come osservatori esterni ad una sessione del loro lavoro. Ci accomodiamo, seduti attorno ad un tavolo in un angolo dell'ampia sala dove ha luogo il training e, silenziosamente, osserviamo.
Diciotto corpi in posizione eretta, disposti ordinatamente sul grande palco in legno, iniziano il loro lento e cadenzato lavoro di preparazione alla pratica teatrale. Si tratta, ci spiegherà successivamente Fabio Tolledi, di un percorso sul corpo dell'attore costruito dal sincretismo di discipline provenienti da differenti culture del mondo.
Ogni movimento è eseguito all'unisono da tutti gli attori. Ognuno ha lo sguardo fisso davanti a sé e segue con accuratezza ed estrema attenzione il ritmo collettivo cadenzato dal respiro e dal caldo cigolìo delle tavole di legno sul pavimento. Coordinamento, equilibrio, risveglio muscolare. Concentrazione. Contatto con il respiro e ascolto. I corpi vibranti, la tenace resistenza, l'esatta ripetizione di movimenti e sequenze rimandano a qualcosa di profondamente simbolico ed antico: la ricerca del corpo e sul corpo attraverso percorsi dell'interiorità tracciati da Gurjeff e rielaborati da Grotowsky nel suo lavoro di ricerca teatrale. Obiettivo di queste pratiche: raggiungere stati alterati di coscienza a partire dal lavoro su tre livelli corporei (testa, arti superiori, arti inferiori). Il corpo dell'attore è il cuore pulsante della pratica teatrale, è il luogo dove accade realmente l'esperienza che si intende rappresentare e trasmettere. Nella ricerca avviata da Grotowsky, tra i principali maestri di riferimento nel lavoro teatrale della compagnia Astragali, il corpo dell'attore diviene un corpo EXTRA-ordinario che si sottrae alle consuete leggi della fisica, secondo le quali il mantenimento dell'ordine è garantito dal minor dispendio di energia: sul palcoscenico l'attore attinge ad energie ancestrali, di cui diviene consapevole grazie ad un attento e costante training psico-fisico finalizzato ad un utilizzo misurato e attento di tali risorse altrimenti inaccessibili.
Le tecniche, eseguite per ore con perfetta sincronia, integrano esercizi di respirazione con movimenti che derivano dalle pratiche di preparazione legate alle arti marziali orientali. La fisicità e l'energia dei corpi tesi, sudati sprigionano una straordinaria vitalità espressa con vigore misurato, controllo di forze, sottili equilibri. "Le antiche forme rituali di combattimento fisico sono uno strumento privilegiato per lavorare sui vari livelli di conflittualità che accompagnano l'esistenza di individui e società" - spiega il regista. "Il processo creativo, la pratica teatrale che coinvolge l'attore, non può non tener conto degli aspetti di violenza e aggressività che appartengono così profondamente alla natura umana". Canalizzando tale inesauribile fonte di energia attraverso il lavoro calibrato sul corpo e sulla concentrazione mentale, la ricerca teatrale si costruisce quotidianamente attraverso il percorso di crescita e conoscenza interiore degli individui-attori-corpi.
La pratica teatrale consente di dar voce alla fisicità e alla vibrazione sonora dei corpi. Rompendo gli schemi legati all'abitudinaria ripetizione di azioni e suoni, il lavoro sul corpo induce gli attori a confrontarsi con lo straordinario potere racchiuso nelle parole, considerate come azioni fisiche, non astrazioni concettuali dal significato condiviso in modo solo approssimativo. Il laboratorio sul suono e sul suo antico potere vibratorio è un non-luogo dove coesistono le diverse lingue-madri dei diciotto attori coinvolti nel progetto. Il percorso di ricerca sull'intensità e sulla provenienza dell'onda acustica come onda meccanica, fisica, spersonalizza il verbo svuotandolo di ogni possibile traduzione, oltre ogni processo mentale legato alla pratica linguistica.
Mi chiedo se veramente non sia questa l'unica forma di comunicazione possibile.
Notre présence peut mettre en difficulté le groupe... Fabio Tolledi semble depuis le début assez appréhensif par rapport à cette participation un peu atypique. Ce matin je le comprends mieux, vu le silence qui règne dans la salle de répétition et la prise de possession de l'espace très lente et progressive.
Le travail de concentration pour le groupe est etremement intense...
Beaucoup de silences, les silhouettes des acteurs virevoltent, les bras au corps, le directeur est sorti, le groupe prend forme.
Les différentes directions sont prises ensemble, comme un astrolabe qui tourne doucement.
Une pratique du corps qui emprunte à une multitude de techniques, des arts martiaux aux techniques respiratoires.
L'exercie du In max li (spelling?) avant que Fabio nous en explique l'origine apparait comme un retour à une pratique du corps primordiale, qui rappelle les silhouettes de dieux anciens.
Cette journée d'observation est exténuante. Les acteurs sont appellés à un travail physique intense et continu. Sans bouger, nos corps sont eux aussi mis à l'épreuve. Peut etre la frustration de la chaise. Le corps n'est pas fait pour rester ainsi immobile.
Radiocomunicato della campagna "MGF: IO NO", realizzato da Almaterra, in collaborazione con diverse realtà della società civile, tra cui Cie e Istituto Paralleli.
Nell’ambito del “Progetto Aurora” contro le Mutilazioni enitali femminili, ALMATEATRO ha presentato al pubblico il 21 ottobre 2008 lo spettacolo Chi è l’ultima?, debutto nazionale al Teatro Gobetti a Torino.
Intervista a Maryan Ismail, presidente dell'associazione Donne in rete di Milano, sulla conferenza del 14 e 15 dicembre 2008 al Cairo dal titolo "Dichiarazione del Cairo sulle MGF +5".